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Chi era Agnolo Poliziano, il poeta di Montepulciano


25 Gennaio 2021

Hai mai sentito parlare di Agnolo Poliziano? È ritenuto il principale poeta italiani del XV secolo e nacque a Montepulciano; ne parliamo in quanto figura importante non solo per la città ma per tutta la Toscana, per via della sua presenza nel circolo di intellettuali radunatosi attorno a Lorenzo il Magnifico a Firenze.

Le cose da sapere su Agnolo Poliziano

Domenico Ghirlandaio

Angelo Poliziano e Piero de’ Medici, Credits: dipinto di Domenico Ghirlandaio, Cappella Sassetti, Santa Trinità, Firenze

Il Poliziano è il nome con cui questo poeta è noto e deriva dal nome latino di Montepulciano, Mons Politianus; fu grazie al supporto di Lorenzo il Magnifico che potè dedicarsi interamente agli studi umanistici e alla scrittura, ricoprendo anche incarichi prestigiosi come precettore della famiglia dei Medici, segretario personale del Magnifico e professore presso lo Studio Fiorentino. Fu a Firenze, dunque, che si svolse una parte importante della vita di Agnolo, nato Angelo Ambrogini nel 1454 e figlio di un giurista legato alla famiglia fiorentina dei Medici.

Da qui deriva il suo rapporto con i Medici: il Poliziano si trasferì a Firenze nel 1469, per poi iniziare, nel 1470, la traduzione dell’Iliade di Omero dal greco al latino. Fu così che dimostrò la sua abilità nell’uso delle parole e il grande rigore filologico, peculiarità che lo distinsero in tutta la sua carriera di poeta.

Cosa ha scritto Agnolo Poliziano

Perché gli abitanti di Montepulciano si chiamano poliziani

Il Poliziano ha scritto odi, epigrammi ed elegie sia in greco che in latino, e nel 1476 si occupa della compilazione delle Raccolte Aragonesi affiancando Lorenzo de’ Medici.

Nel 1475 cominciò la composizione delle Stanze per la giostra, poemetto in ottave dedicato a Giuliano de’ Medici; questa opera è considerata il principale tra i lavori di Poliziano, ma è rimasta incompiuta a causa della morte dello stesso Giuliano, che fu assassinato il 26 aprile 1478 durante la congiura dei Pazzi.

Poliziano, successivamente, narrò le vicende della congiura che lo avevano segnato nel Pactianae coniurationis commentarium (Commentario sulla congiura dei Pazzi).

Quando Firenze fu colpita dalla peste, Agnolo si trasferì con i Medici nella loro villa di Cafaggiolo, dove però entrò in contrasto con la moglie di Lorenzo, Clarice Orsini, la quale impedì al marito, di affidare al precettore anche il figlio Giovanni, che più tardi sarebbe divenuto papa con il nome di Leone X.

La Fabula d’Orfeo, scritta intorno al 1480 e quindi nel pieno della crisi con il Magnifico, è l’altra opera importante del Poliziano, in cui rielabora un mito caro all’ambiente neoplatonico fiorentino, vale a dire il mito di Orfeo come metafora della forza della parola e della poesia.

Tutta la vita e l’opera di Poliziano testimoniano il suo far parte del progetto politico accentratore dei Medici, tant’è che dopo la morte del Magnifico cerca di trovare una sistemazione a Roma ma non vi riesce. Il Poliziano morì a Firenze nel 1494, a soli 40 anni.

Chi era Agnolo Poliziano, il poeta di Montepulciano

Riguardo il suo legame con Montepulciano, va ricordato che il Tempio di San Biagio fu finanziato da Papa Leone X proprio in virtù dell’amicizia che il poeta aveva con il padre del Papa, e la casa dove nacque il Poliziano si trovava vicino la Porta delle Farine, lungo il Corso. Conoscere la storia del Poliziano è importante per comprendere in quali modi la Toscana è un luogo cruciale non solo per il Rinascimento ma anche per l’Umanesimo come culla per l’arte e per lo sviluppo del pensiero, tanto da lasciare tracce che ancora oggi sono studiate e apprezzate.


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